Una multa da migliaia di euro: si tratta della sanzione che si sono visti recapitare due commercianti ferraresi dopo il sopralluogo effettuato dal Nucleo Ispettorato del Lavoro dei Carabinieri lo scorso Aprile. Ammonta nientemeno che a 12.750 euro la cifra che dovranno sborsare a causa dell’impianto di videosorveglianza irregolare presente nel negozio, installato da una ditta specializzata e certificata, in seguito a numerosi furti, alcuni dei quali di notevole entità. Il reato rilevato consiste, per l’Autorità competente, nell’ “aver posizionato il monitor in posizione ritenuta irregolare, tale da pregiudicare ipoteticamente il rispetto della privacy”, secondo quanto riportato sul quotidiano locale. Durante l’ispezione il Nucleo Ispettorato del Lavoro avrebbe infatti accertato l’istallazione di una telecamera orientata sulla zona di vendita, ingresso e banca cassa. Tale presenza “che rende fruibili e accessibili a terzi non autorizzati le immagini riprese, si pone in violazione della disciplina di protezione dei dati personali”, riporta il verbale. In poche parole, essendo orientato in direzione dell’area di vendita, lo schermo permette a qualsiasi cliente di osservare le immagini riprese. Le leggi in materia sono assolutamente severe e la multa da oltre 12.000 euro appare, contrariamente a quanto si possa credere, il male minore per i due protagonisti della vicenda. Ai sensi degli art. 33 e 169 del Dlgs 196/2003 del Codice Privacy la contestata violazione della privacy comporta “l’arresto sino a due anni o l’ammenda da 10mila a 50mila euro”. Di qui la scelta dei commercianti di pagare la multa “minima”, dal momento che l’esito negativo di un eventuale ricorso all’Autorità Garante potrebbe ritorcersi contro, facendo scattare la massima pena.