Telelavoro: CCNL per le Telecomunicazioni

04/05/2003
di Valentina Frediani

L´ultimo anno ha certamente rappresentato un punto di svolta per il telelavoro. Parallelamente al continuo ed inarrestabile sviluppo di Internet e di tutte le attività che lo riguardano, anche il settore delle Telecomunicazioni è stato coinvolto, stavolta in maniera indiretta, “colpendo” gli operatori che se ne occupano. Nel giugno dello scorso anno, Confindustria, CGIL, CISL e UIL, hanno sottoscritto un accordo inerente il contratto di lavoro per le imprese esercenti servizi di telecomunicazione, ed in particolare all´art. 22 dello stesso, viene per l’appunto disciplinato il telelavoro.

business_14793116_xlLa “introduzione” di questa modalità di svolgimento dell´attività lavorativa, nasce dall’adozione di nuove logiche spazio-temporali di espletamento del lavoro. Semplicemente, con il telelavoro avviene una rivoluzionaria modifica del luogo di adempimento dell’obbligazione lavorativa, realizzata secondo modalità logico operative funzionali alle esigenze di un´azienda, ma al tempo stesso del lavoratore. Un telelavoro che può essere semplicemente domiciliare (svolgendo l´attività presso il proprio domicilio) o il cosiddetto telelavoro working out, qualora l´attività lavorativa si svolga in luoghi diversi rispetto alla sede aziendale. E questa innovazione è stata recepita proprio anche nel settore delle telecomunicazioni. Vediamo cosa prevede esattamente il CCNL. Premesso che il telelavoro può costituirsi sia sotto forma di rapporto subordinato che di rapporto autonomo, e che come già accennato può svolgersi presso l’abitazione del lavoratore o presso i cosiddetti centri satellite, i “mutamenti” veri e propri si riflettono sulle modalità di svolgimento dell’attività. In particolare il lavoratore potrà nella maggior parte dei casi, svolgere l´attività assegnatagli durante ora non vincolanti, salvo chiaramente che la mansione non sia obbligatoriamente legata ad una necessità di controllo sul telelavoratore, il quale altrimenti, dovrà attivare un collegamento interattivo e continuativo con l´azienda, al fine di coordinare il proprio operato con la stessa. Al telelavoratore rimangono garantiti i diritti di cui è titolare un lavoratore normale, quindi anche i diritti sindacali.

I problemi più ostativi allo svolgimento del telelavoro possono sorgere, però, dall´obbligo di applicazione al telelavoratore di norme vigenti per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro. Le stesse debbono applicarsi anche ai telelavoratori. Eppure, obiettivamente, è palese come se nella propria abitazione si possa disporre certo di servizi igienici, generalmente non si abbia una uscita di sicurezza, o non si disponga di estintori. E la critica è d´obbligo. Non si vede perché si debbano applicare tali norme quando queste sono state stabilite per i luoghi di lavoro in base a necessità reali e diverse rispetto a quelle che possono prospettarsi in un´abitazione (struttura grandi, difficilmente gestibili da un punto di vista pratica per effettuare una fluida evacuazione in considerazione del cospicuo numero degli addetti ai lavori). Probabilmente questo tipa imposizione normativa piuttosto drastica frena oggi questo particolare modo di lavorare.

Eppure, il telelavoro rappresenta una soluzione unica a problematiche ambientali, economiche e socio-familiari. Si pensi ad esempio ad una persona che può gestire come meglio crede la propria giornata o svolgere l´attività nelle ore che vuole. È palese come i ritmi quotidiani costringano ad un allentamento diurno dalla famiglia e soprattutto dai figli. Con il telelavoro, problema risolto (o comunque vicino alla soluzione). Ma non solo: altra categoria che può trarne vantaggio sono le persone disabili, con difficoltà motorie, che mediante lo “spostamento” materiale del luogo di lavoro da una zona lontana o difficoltosa da raggiungere della città, possono stabilirlo semplicemente presso la propria abitazione, permettendo loro di superare tutte le problematiche economiche, fisiche e psicologiche legate alla necessità di spostarsi per vivere dignitosamente la propria esistenza e potersi mantenere.

Nel settore delle telecomunicazioni l´applicazione del telelavoro dovrebbe essere facilitata in base alle tipologie di funzioni che all´interno di un´azienda di telecomunicazioni possono essere svolte. Pensiamo alle centraliniste: per chiedere informazioni su un utente, un contratto o altro non è certo necessario che l´operatore debba trovarsi presso la sede materiale dell´azienda. È pur vero che la maggior forma attuale di sviluppo del telelavoro nelle telecomunicazioni è data dall´working out, e quindi dai centri satellite, che favoriscono lo sviluppo economico in aree di minor evoluzione economica, ma probabilmente ciò è dovuto ad una ancora assente scienza economica del telelavoro, che se pur studiato e trattato nelle dovute sedi incontra tutt´oggi difficoltà normative ed applicative, dovute probabilmente alla mancata conoscenza di internet e dei vantaggiosi metodi di lavoro che lo stesso ad oggi propone.

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