Controllo degli accessi ad internet ed alla posta del dipendente

11/03/2010
di Valentina Frediani

business_12876300_xxlLa Corte di Cassazione ha stabilito che il datore di lavoro non può controllare gli accessi a internet ed alla posta elettronica fatti dai dipendenti servendosi di apparecchiature elettroniche. Non solo, la Corte ha sentenziato come qualche accesso al web per motivi personali non possa costituire  giusta causa di licenziamento. Con la sentenza n. 4375 del 23 febbraio 2010 ha infatti respinto il ricorso di un´azienda che aveva licenziato una dipendente perché tramite una apparecchiatura elettronica erano stati riscontrati degli accessi a internet per scopi personali, nonostante il divieto imposto dal regolamento aziendale.

Il Tribunale e la Corte d´Appello di Milano avevano già dato ragione alla lavoratrice; in primo luogo perché i dati raccolti non erano utilizzabili dato che il sistema elettronico di rilevamento non era un sistema di verifica ad uso difensivo, poi perché gli accessi al web rilevati con altri mezzi non erano molti. La sezione lavoro in particolare ha sottolineato l’illegittimità dell’utilizzo di programmi informatici che consentono di controllare la posta elettronica e gli accessi Internet, poiché questi sono apparecchiature di controllo dal momento che consentono al datore di lavoro di monitorare l´attività lavorativa e il suo svolgimento, a distanza e ininterrottamente durante la prestazione. Ai fini dell´operatività del divieto di utilizzo di apparecchiature per il controllo a distanza dell´attività dei lavoratori previsto dall´art. 4 legge n. 300 del 1970 è necessario che il controllo riguardi l´attività lavorativa, mentre devono ritenersi assolutamente fuori dell´ambito di applicazione di questa norma i controlli difensivi, quelli cioè volti ad appurare condotte illecite del lavoratore come i sistemi di controllo dell´accesso a zone riservate o gli apparecchi di rilevazione di telefonate ingiustificate.

La sentenza ovviamente non va letta come un divieto assoluto di presenza di programmi di controllo o monitoraggio, ma rischiando di trasformarsi in mezzi di controllo a distanza necessariamente va adottato apposito regolamento informatico nonché tutta la documentazione necessaria dal punto di vista degli obblighi privacy (informative, nomine ad incaricato di chi può gestire ed accedere ai log, ecc.).

Riproduzione riservata ©

ALTRE NEWS

Privacy e diritti degli utenti

Non si può utilizzare la legge sulla privacy per fini di tutela diversi da quelli della protezione dei dati personali. Non si può utilizzare la… Leggi Tutto

Controlli sui pc dei dipendenti: solo se “mirati” e resi noti

Il datore di lavoro non può controllare il contenuto del computer del dipendente senza averlo preventivamente informato, violando così il rispetto della sua libertà e… Leggi Tutto

PEC, verso l’elenco

Istituito l’INI-PEC: indirizzi PEC di imprese e professionisti in un grande registro nazionale. Pochi mesi per comunicare i dati, poi un aggiornamento giornaliero. Quali scenari… Leggi Tutto

COLIN & PARTNERS

CHI SIAMO


Consulenza legale specializzata sul diritto delle nuove tecnologie

CONOSCIAMOCI
CHI SIAMO

Cultura e innovazione

SPEECH & EVENTI


Le nostre competenze a disposizione della vostra azienda

I prossimi appuntamenti

Colin Focus Day – GDPR e Compliance Software: la metodologia certificata di Colin & Partners

Appuntamento a Milano il 5 febbraio dalle ore 14.00.

Affronteremo i 5 temi chiave della Compliance di cui tiene ampiamente conto la metodologia certificata e lo schema di analisi di Colin & Partners.

CONTATTACI

OPERIAMO
A LIVELLO
GLOBALE


Tel. +39 0572 78166

Tel. +39 02 87198390

info@consulentelegaleinformatico.it

Compila il form






Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.