Storica sentenza spagnola: i siti peer to peer non violano il diritto d’autore

18/03/2010
di Valentina Frediani

Proprio mentre il governo Zapatero lavora su un irrigidimento delle norme sul diritto d´autore, il tribunale di Barcellona  sorprende tutti e in particolar modo i rappresentanti della Sgae ( la SIAE italiana, ovvero la società che tutela i diritti d’autore) emettendo una sentenza a favore del proprietario di un sito P2P, un sito tramite il quale è possibile scaricare file di diversa natura.

Cassazione, provider e trattamento datiIl giudice ha ritenuto che nessuno abbia lucrato dall’attività di condivisione dei file dato che la pagina web è priva di contenuti pubblicitari. Oltre a questo, la sentenza cita: “le reti peer to peer sono mere reti di trasmissione di dati tra privati e non ledono alcuna legge, essendo basate sulla trasmissione di dati privati e di link, come del resto tutta la Rete e non feriscono alcun diritto protetto dalla legge sulla proprietà intellettuale” e continua “i link sono la base stessa di internet e un gran numero di siti (tra cui Google) fanno ciò che si vuole impedire con questa causa”.

A queste motivazioni inoltre si aggiunge una riflessione del giudice che sostiene sia impossibile rintracciare, tramite indirizzo IP, tutti gli utenti che fanno uso di servizi di file sharing, e che quindi sarebbe inutile provvedere civilmente o penalmente in tale direzione, eMule e siti torrent sono legali e l’uso che ognuno fa del proprio PC non può costringere alla chiusura di una pagina o di un portale web.

In Spagna, insomma, sembra non avere corso legale quella”presunzione di colpevolezza“che fa di chiunque usi una rete peer to peer un criminale. Questa sentenza potrebbe diventare un precedente di una certa importanza, tanto è vero che nel riportarla il quotidiano spagnolo “El Pais” teme la possibilità che la Sgae abbandoni le procedure civili per giungere direttamente a quelle penali, con esiti comunque non del tutto certi.

Dando uno sguardo alla normativa italiana, la questione dal punto di vista legale non si sposta molto. Non è illegale il software che consente lo scambio di file o di programma, è ovviamente illegale l’uso che se ne fa. In sostanza: da stupirsi alla fine c’è poco, se si considera che non c’è normativa che proibisca l’uso del peer to peer. Anzi: in diversi paesi europei ed extraeuropei giovani artisti ed ideatori di programmi utilizzando eMule proprio per diffondere e pubblicizzare le proprie opere. Forse è più interessante l’aspetto relativo ad un abbandono della propria posizione da parte della Sgae. Sarebbe interessante conoscere un commento della nostra Siae sul punto …

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