Tutti chiedono Privacy, ma quanti la conoscono? Il Censis risponde

21/10/2013
di Emanuela Pasino

Data securityIl rapporto Censis parla di privacy, quella cercata e voluta dagli italiani; ma anche quella che non si sa bene come gestire, ottenere e tutelare.

E’ sicuramente cresciuta la consapevolezza di quali e quanti dati personali possano circolare dentro e fuori la rete. Il 96,2% ritiene inviolabile il diritto alla riservatezza dei propri dati personali. Allo stesso tempo l’88,4% è conscio che colossi come Google e Facebook, sono in possesso di banche dati enormi. Un patrimonio che può essere sfruttato a scopi politici (60,5%) e soprattutto commerciali (72,3%). Un patrimonio tanto prezioso da indurre oltre la metà degli intervistati a ritenerlo il vero potere del futuro.

Non stupisce quindi che si noti un aumento della diffidenza, almeno concettuale. La pratica vede invece milioni di persone (anche tra i giovanissimi) che non hanno grandi freni nel trascrivere in versione social e digitale le proprie giornate, i luoghi che frequentano, le persone, i gusti culinari, musicali, le idee politiche, ecc. Stenta a radicarsi una matura consapevolezza collettiva che implicherebbe la possibilità di influire sugli strumenti disponibili per difendere la propria privacy. Il 74% degli intervistati sente di non avere molto controllo sui propri dati in ambito commerciale (possibilità di modificarli o chiedere la cancellazione successivamente); lo stesso vale, per il 61% dei casi, con riferimento ai siti web degli enti pubblici.

Eppure la percezione del rischio è elevatissima. Più di 8 italiani su 10 pensano sia meglio non lasciare tracce sul web anche per diminuire il rischio di subire truffe (l´82,4%). Più o meno la stessa percentuale è convinta che i dati personali siano “rubati” senza consenso da molti siti web. E il 76,8% ha paura di utilizzare la carta di credito per effettuare acquisti online.

Inoltre la quasi totalità (93%) teme per la propria privacy online e il 32% denuncia di aver effettivamente subito danni (soprattutto spam).

Stupisce quindi che sia solo la minoranza degli utenti a mettere in campo qualche azione reale per difendere la propria privacy.

  • Il 40,8% di chi naviga in rete usa almeno una delle misure fondamentali: limitazione dei cookies, personalizzazione delle impostazioni di visibilità dei social network, navigazione anonima
  • Il 36,7% non ricorre a nessuno strumento
  • Il 22,5% si limita a forme passive di autotutela, che a volte implicano la rinuncia a ottenere un servizio via web
  • Il 40% è disposto ad autorizzare il trattamento dei propri dati personali soltanto ai soggetti di cui si fida, sulla base della condivisione delle finalità di utilizzo
  • Quasi il 30% sostiene invece di non essere propenso a farlo a nessuna condizione e soltanto il 17,3%, per contro, si dice pronto ad autorizzarne l´impiego senza particolari difficoltà

Soluzioni?

Per il 54% degli intervistati occorre inasprire la normativa con sanzioni più efficaci. L’attuale assetto piace solo al 7,5% mentre il 24,5% è scettico sulla possibilità di controllare il fenomeno tramite nuove leggi.

Tutti d’accordo, o quasi, sul «diritto all´oblio»: oltre il 70% degli italiani condivide l´affermazione secondo cui ognuno ha il diritto di essere dimenticato. Informazioni personali passate potenzialmente negative o imbarazzanti dovrebbero poter essere cancellate dalla rete quando non sono più asservite al diritto di cronaca.

Dati che devono far riflettere le imprese che operano in rete. Scettici, delusi e impauriti. Non sono certo questi i clienti e fruitori ideali. La legge non deve essere l’unica spinta: un rapporto di fiducia e trasparenza aiuta il business e fa bene alla crescita. Utenti che sentono di potersi fidare di un player online saranno già fidelizzati a metà. La privacy conviene.

Riproduzione riservata ©

ALTRE NEWS

Maggiore informazione precontrattuale ed esercizio del diritto di recesso: la Dott.ssa Marlia commenta i punti cardine della Direttiva Europea in materia di E-commerce

Inizia il conto alla rovescia per l’entrata in vigore delle nuove direttive in materia di e-commerce. Dal prossimo 14 Giugno vigeranno infatti nuove tutele sui… Leggi Tutto

L’obbligo della casella di posta elettronica nella PA

Il 12 gennaio 2004, sulla Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la Direttiva datata 27 novembre 2003, emessa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento… Leggi Tutto

Per competere occorre conoscere. Vi aspettiamo al festival della tecnologia ICT

E’ ormai alle porte la prima edizione del festival della tecnologia ICT, che animerà le sale del MiCo di Milano il 18 settembre 2013. Un… Leggi Tutto

COLIN & PARTNERS

CHI SIAMO


Consulenza legale specializzata sul diritto delle nuove tecnologie

CONOSCIAMOCI
CHI SIAMO

Cultura e innovazione

SPEECH & EVENTI


Le nostre competenze a disposizione della vostra azienda

I prossimi appuntamenti

Colin Focus Day – GDPR e Compliance Software: la metodologia certificata di Colin & Partners

Appuntamento a Milano il 5 febbraio dalle ore 14.00.

Affronteremo i 5 temi chiave della Compliance di cui tiene ampiamente conto la metodologia certificata e lo schema di analisi di Colin & Partners.

CONTATTACI

OPERIAMO
A LIVELLO
GLOBALE


Tel. +39 0572 78166

Tel. +39 02 87198390

info@consulentelegaleinformatico.it

Compila il form