Archivio contro le frodi informatiche: semaforo rosso del Consiglio di Stato

19/11/2013
di Leonardo

Bloccato lo schema di Regolamento sull’archivio contro le frodi informatiche. Il Consiglio di Stato ha infatti ritenuto che la bozza predisposta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze presentasse alcune criticità, riguardanti – nello specifico – la questione della distribuzione dei costi dell’archivio a carico delle imprese che entreranno a far parte del sistema e quella non meno spinosa relativa alla privacy.

security_10279234_xxlObiettivo principale del Regolamento attuativo dell’articolo 30-octies del dlgs 64/2011 è frenare il fenomeno delle frodi realizzate nell’ambito del credito al consumo, attraverso il furto di identità. Nella pratica, il malintenzionato ottiene finanziamenti fingendosi un’altra persona e utilizzando i dati di questa per acquistare beni di consumo. L’ignara vittima, oltre ad essere tempestata da richieste di pagamento, può – nella peggiore delle ipotesi – essere anche denunciata per truffa. Per cercare di porre fine a questo fenomeno la legge ha dato vita ad un archivio strutturato in modo tale da consentire il controllo incrociato di dati ed identità dei soggetti richiedenti il finanziamento.

Come anticipato, le perplessità dei giudici di Palazzo Spada hanno riguardato in primis i costi del sistema. Lo schema di Regolamento prevede infatti che gli operatori della categoria “aderenti diretti” debbano contribuire pro quota alle spese di progettazione e di realizzazione dell’archivio centrale informatizzato. Banche comunitarie ed extracomunitarie, fornitori di servizi di comunicazione elettronica, di servizi associati o di accesso condizionati e fornitori di servizi assicurativi rientrano nella categoria degli aderenti diretti. Tuttavia la bozza di Regolamento non contempla disposizioni riguardanti l’eventuale contributo di ingresso da richiedere agli operatori che “in ragione dell´oggetto di impresa dovessero in prosieguo aderire al sistema né sull´obbligo degli operatori di concorrere in futuro alle eventuali spese di adeguamento tecnologico del sistema”. L’unica somma di pagamento comune a tutti gli aderenti ammonta a 0,30 Euro e corrisponde a ciascuna richiesta di verifica di dati presentata.

Poca chiarezza, secondo quanto riscontrato dal Consiglio, anche in materia di privacy. A tal proposito ricordiamo che i soggetti che forniscono prevenzioni delle frodi non sono inclusi nel codice di deontologia per le centrali rischi private, approvato dal Garante della privacy.

Per tale ragione l’Autorità  sottolinea l’esigenza di norme sugli adempimenti a tutela della riservatezza e della sicurezza negli accessi, richiedendo  in particolare che l´interrelazione, realizzata attraverso l´archivio in questione, si svolga entro limiti ben circoscritti e attraverso idonee procedure operative e di controllo.

Riproduzione riservata ©

ALTRE NEWS

L’utilizzo di fotografie in internet

La legge disciplinante il diritto d’autore, la numero 633/41, regolamenta tale diritto relativo alle immagini ed in particolare alle fotografie. Infatti, sono protette da suddetta… Leggi Tutto

Hard Brexit ed Estremo Oriente: la privacy per gli operatori economici

Importanti e sostanziali modifiche hanno investito l’atlante geografico della privacy nelle ultime settimane, ridefinendo i confini applicativi della normativa e gli strumenti a disposizione degli… Leggi Tutto

Avviso Fondirigenti: La nostra esperienza, la tua formazione

Colin & Partners risponde ai requisiti richiesti dall’Avviso 3/2016 di Fondirigenti come fornitore di attività formative per sostenere la trasformazione digitale nella tua azienda. Il… Leggi Tutto

COLIN & PARTNERS

CHI SIAMO


Consulenza legale specializzata sul diritto delle nuove tecnologie

CONOSCIAMOCI
CHI SIAMO

Cultura e innovazione

SPEECH & EVENTI


Le nostre competenze a disposizione della vostra azienda

I prossimi appuntamenti

Colin Focus Day – GDPR e Compliance Software: la metodologia certificata di Colin & Partners

Appuntamento a Milano il 5 febbraio dalle ore 14.00.

Affronteremo i 5 temi chiave della Compliance di cui tiene ampiamente conto la metodologia certificata e lo schema di analisi di Colin & Partners.

CONTATTACI

OPERIAMO
A LIVELLO
GLOBALE


Tel. +39 0572 78166

Tel. +39 02 87198390

info@consulentelegaleinformatico.it

Compila il form






Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.