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E-Commerce: entrano in vigore le nuove regole dell’UE

Inserito da Staff 21 Gennaio 2014 in Diritto delle nuove tecnologie

ecomm_23459197_xxlVia libera alle nuove regole dell’Unione Europea in materia di E-commerce. Trasparenza e maggiore sicurezza saranno le parole chiave dell’ultimo capitolo del commercio elettronico, rese sempre più necessarie dalla crescente esigenza di tutela da parte dei consumatori. La nuova normativa, a cui dovranno sottostare tutti i 28 Stati Membri, rappresenta non solo un notevole passo avanti in termini di sicurezza, ma anche una svolta nel meccanismo che regola il mercato interno dal momento che le imprese potranno contare su ingenti risparmi sul fronte degli oneri amministrativi nel caso desiderino vendere i propri prodotti fuori dai confini nazionali.

Il piano fissa regole comuni per tutti gli Stati UE, quali il termine di 14 giorni per restituire la merce acquistata online, per corrispondenza o telefonicamente e l’obbligo per i rivenditori di specificare anticipatamente in maniera chiara ed inequivocabile la scelta di addebitare ai clienti i costi della restituzione della merce. Tra le novità ricordiamo inoltre il divieto di mettere in atto l’espediente delle caselle preselezionate per le opzioni extra rispetto all’acquisto: era frequente infatti che alcune operazioni implicassero l’involontario acquisto di altri servizi, poiché il sistema flaggava automaticamente opzioni non richieste. Imponendo maggiore trasparenza, la nuova direttiva obbliga a lasciare deselezionata la casella di default, lasciando libero l’utente di selezionarla sulla base della propria volontà.

No anche all’addebito di sovrattasse e costi aggiuntivi se non esplicitati chiaramente prima dell’ordine, mentre –nel caso di pagamenti con la carta di credito – dovrà essere stabilito un massimale per le sovrattasse e i commercianti non saranno autorizzati ad addebitare ai consumatori una cifra maggiore di quella sostenuta da loro stessi. Le nuove regole prevedono inoltre maggiore trasparenza e completezza delle informazioni precontrattuali per i consumatori, soprattutto nell’ambito dei contratti a distanza e dei negoziati al di fuori dei locali commerciali. Infine, qualora il consumatore abbia la necessità di chiamare un numero a pagamento, la nuova direttiva vieta agli operatori telefonici l’applicazione di tariffe superiori a quelle di base per le normali chiamate.
Recepita con il decreto legislativo adottato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 3 Dicembre la nuova direttiva UE si trova attualmente all’esame della Camera dei Deputati.

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