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Le prime ‘sperimentazioni’ della fatturazione elettronica tra razionalizzazione e ottimizzazione dei processi

Inserito da Chiara Fantini 18 Febbraio 2014 in Digitalizzazione

La notizia è del 3 febbraio scorso (www.corrieredellecomunicazioni.it) e ci mette al corrente dei nuovi sviluppi della fatturazione elettronica e soprattutto della sua prima esperienza con il supporto del servizio messo allo scopo a disposizione delle PMI abilitate al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA).

A 3d man walking on a clock surface time piece time piece,Il nuovo servizio, nell’ambito del Programma di razionalizzazione degli acquisti portato avanti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (mediante il portale acquistinretepa.it), è totalmente gratuito. Per suo tramite le PMI fornitrici della PA centrale (ovvero Ministeri, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza, che, in specie, dal 6 giugno 2014 non potranno più accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea) potranno generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche nel formato previsto dal Sistema di Interscambio ai sensi del D.M. n. 55 del 3 aprile 2013.

Indispensabile per l’adesione al servizio e per l’invio o la ricezione delle fatture è l’utilizzo della firma digitale. Ormai consueta agli addetti ai lavori e quindi agli operatori economici in rapporto con la PA e che usufruiscono dei suoi nuovi strumenti di dematerializzazione.Il servizio collega “virtualmente” una serie di attività che con il necessario crisma legislativo sono già orientate alla digitalizzazione grazie, altresì, alla “nuova” disciplina degli appalti pubblici e di cui al relativo regolamento di attuazione.

Di essa mutua alcuni fondamentali requisiti che assicurano autenticità dell’origine, integrità del contenuto della documentazione trasmessa e sicurezza della trasmissione. In particolare,  il servizio di supporto messo a disposizione delle PMI abilitate al MEPA attraverso il portale acquistinretepa.it è erogato nella modalità “SDICoop – trasmissione/cooperazione applicativa”, nel rispetto delle regole tecniche di cui all’allegato B al D.M. n. 55/2013.

La qualificazione del canale di trasmissione (e quindi il rispetto delle specifiche regole tecniche) è a priori certificata dalla natura e dalla destinazione del portale e dei servizi ivi fruibili (non sembrerebbe richiesto ai fornitori delle Pa in specie un accordo di servizio con il Sistema di interscambio); quel che rimane all’impresa interessata è procedere a specifica adesione.

Il servizio è disponibile per le PMI (che rispondano ai requisiti soggettivi previsti dalla “Raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio 2003) abilitate al MEPA, se, allo scopo, in possesso di Autocertificazione attiva e di almeno un’offerta pubblicata nel Catalogo di uno dei Bandi MEPA per i quali ha conseguito l’abilitazione. L’adesione viene attivata ed è disponibile esclusivamente per il profilo “Legale rappresentante” dell’impresa abilitata al MEPA (non sono previsti eventuali incaricati a differenza degli accordi di servizio conclusi direttamente con il Sistema di interscambio, almeno questo ci pare di desumere dalle indicazioni contenute in questa pagina. All’esito positivo della procedura di adesione, sarà, nell’immediato, attivato a beneficio del Legale rappresentante dell’impresa abilitata al MEPA il collegato servizio di “gestione delle fatture elettroniche”. La procedura risulta più semplice perché supera una serie di passaggi necessari in condizioni diverse per identificare e autenticare il fornitore e i canali, alternativi a quello in disamina, di cui si avvarrebbe per la gestione dei suoi rapporti con le PA interessate.

Le poche informazioni di cui sopra servono ad un primo orientamento nei nuovi e imminenti obblighi relativi alla fatturazione elettronica nei confronti della PA centrale, tout court. A parere di chi scrive non appare invece sufficientemente chiaro l’indirizzo relativo alle collegate vicende che riguardano la conservazione dei documenti in esame. L’obbligo relativo deve essere assolto in costanza delle peculiarità del documento informatico, generato e trasmesso dal sistema, attraverso mezzi e strumenti che corrispondano alla sua natura e che quindi ne garantiscano il valore e l’efficacia nel tempo ai sensi e per gli effetti delle disposizioni di cui agli artt. 43 e ss. del Codice dell’Amministrazione digitale. Seppur rimanga un obbligo facente capo in egual misura alla PA interessata e al suo fornitore, è abbastanza chiaro che il Sistema di interscambio che gestisce il flusso documentale non assume alcun ruolo amministrativo e non assolve compiti relativi all’archiviazione e conservazione delle fatture. Anche se il Sistema è già un passo avanti rispetto ai suddetti in quanto governa il flusso di trasmissione e ricezione delle fatture tra fornitore e PA ricevente, garantendo effettivamente la tracciabilità delle attività compiute per suo tramite. In sostanza il Sistema gestisce direttamente il controllo formale e sostanziale del documento trasmesso, genera le notifiche per gli interessati e così crea il contatto tra gli stessi e porta a buon fine la trasmissione della fattura.

L’interazione e l’interoperabilità tra il Sistema, così strutturato, e il servizio di supporto messo a disposizione dal MEPA solleva le PMI dalle preliminari attività di accreditamento al sistema di interscambio, sfruttando le potenzialità di una piattaforma dalle funzionalità consolidate e riconosciute. Ma non basta.

L’esecuzione combinata delle diverse funzionalità comporta che le PMI abilitate ne possano fare affidamento anche ai fini ulteriori di una efficace conservazione dei documenti generati e trasmessi. Aderendo supinamente ad esse e ai loro effetti un’aspettativa del genere non può essere trascurata. Anche se circoscritta alla disciplina tecnico/operativa del sistema di conservazione, già fortemente avanzato nel contesto in disamina rispetto anche alle nuove regole tecniche di imminente emanazione. Pertanto ad avviso di chi scrive non sarebbe peregrino chiarire nel dettaglio le implicazioni di una siffatta “razionalizzazione” per ottimizzare il processo o i processi di digitalizzazione snellendo ulteriormente gli oneri che derivano a carico della comunità interessata. Che per il tramite di iniziative come quella in argomento viene guidata verso un’apertura consapevole e, per quanto possibile, indolore al cambiamento, che, oltre tutto, guiderebbe il nostro paese verso la completa integrazione con il resto dell’Europa e con le iniziative in corso orientate ad una concreta sinergia di strumenti e ad un fine unanime.

La libera circolazione di beni e servizi a tutti i livelli, pubblici e privati, che non sia compromessa dalla distanza tecnologica degli strumenti di dotazione e di efficacia solo nazionale. È quello che si prefigge la proposta di regolamento europeo in materia di firma e identificazione elettroniche che dovrebbe facilitare, a meno di ulteriori ritardi nella sua emanazione, il completamento del mercato unico digitale.

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