XML1.1: Split Payment IVA e fatturazione elettronica PA

12/02/2015
di roberto

Dal 31 marzo 2015 entrerà in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica verso tutti gli enti pubblici, esteso a Comuni, Province, Regioni, Enti sanitari ed Università.

Intanto, la Legge di Stabilità per il 2015 (in particolare l’articolo 1, comma 629, lettera b, Legge n. 190 del 23 dicembre 2014 che ha modificato il Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R) n. 633 del 1972 inserendo l’articolo 17-ter) ha introdotto il regime IVA del cosiddetto sistema dello “split-payment” per le operazioni realizzate dagli operatori economici nei confronti della Pubblica Amministrazione (PA).

demat_24157901_xxl.jpgIn base al nuovo meccanismo, nelle operazioni per le quali l’IVA è esigibile, a partire dal primo gennaio 2015, le PPAA, tassativamente individuate dal sopra citato articolo 17-ter, se sono debitrici d’imposta, a fronte di cessioni o prestazioni ricevute, pagano ai fornitori il solo corrispettivo senza IVA, che viene versata direttamente dalle PPAA all’erario.

In sostanza, dal punto di vista finanziario, le operazioni di pagamento della PA vengono “spaccate” (split) in due. Di conseguenza, la PA:

  • versa al suo fornitore l’importo della fattura relativa alla cessione o alla prestazione al netto dell’IVA;
  • provvede a versare l’importo dell’IVA direttamente all’Erario con i termini e le modalità stabilite dal decreto del Ministro dell’ Economia e Finanze (DMEF) del 23 gennaio 2015, pubblicato nella gazzetta ufficiale il 3 febbraio 2015.

La norma coinvolge indubbiamente gli aspetti contabili dei soggetti interessati. I fornitori della PA saranno costretti a distinguere i propri clienti in relazione al regime IVA. Da un lato, quindi, vi saranno i clienti soggetti a regime ordinario e dall’altro i soggetti, le PPAA in commento, ai quali dovrà essere applicato il sistema dello split payment.

Come incide il sistema dello split payment sulla fattura elettronica della PA?

In ordine alla forma della Fattura Elettronica da inviare alla PA a seguito di una cessione di beni oppure una erogazione di servizi, anche quest’ultima è stata oggetto di modifica ed aggiornamento.

Il DMEF del 23 gennaio 2015, ha introdotto l’obbligo di esporre sulla fattura l’assoggettamento dell’operazione fatturata al meccanismo della scissione dei pagamenti.

I fornitori della PA devono emettere regolarmente la fattura con le indicazioni prescritte dall’articolo 21 del D.P.R. n. 633/1972 apponendo l’annotazione “scissione dei pagamenti” sulla medesima.

Il sistema di interscambio è stato, pertanto, adeguato (il 2 febbraio 2015) dall’Agenzia delle Entrate (individuata, con Decreto Attuativo del Ministero dell’ Economia e delle Finanze del 7 marzo 2008, quale “Gestore del Sistema di Interscambio”) per permettere l’assolvimento dell’obbligo dello Split Payment IVA mediante l’aggiunta di un nuovo valore, il carattere “S” per scissione dei pagamenti, tra quelli ammissibili per il campo <EsigibilitaIVA>, contenuto nel blocco informativo <DatiRiepilogo> .

I servizi di fatturazione elettronica devono, pertanto, essere aggiornati alla nuova modalità dello Split Payment e supportare la nuova versione 1.1 del formato “XML PA” (come richiesto dal Sistema di Interscambio), in modo tale da provvedere automaticamente a generare un file coerente con le nuove disposizioni e/o a controllare la coerenza dei pagamenti per le fatture caricate in automatico da file in formato XML o PDF.

Da notare che le fatture 2014 o anteriori, seppur pagate post 1° gennaio 2015, devono essere liquidate complete della quota IVA, in quanto già pagata a monte dall’azienda fornitrice della PA. Diversamente ci sarebbe un doppio versamento IVA con l’inevitabile partenza di un contenzioso tra le parti.

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