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VIDEO – Internet of Things for Everything: visione strategica con Colin & Partners

Inserito da Colin & Partners 8 Luglio 2015 in Eventi

25 miliardi di dispositivi connessi entro il 2020, secondo le stime registrate da Gartner, a cui corrisponderà – per Cisco – un mercato per le aziende del valore di 19 trilioni di dollari entro il 2025. Gli studi di settore parlano chiaro: la raccolta di dati in modo automatico è destinata a crescere rapidamente, con una diffusione capillare sia rispetto alle applicazioni di connected home che rispetto a molti settori verticali quali agricoltura, sanità, retail, logistica e trasporti. Proprio in quest’ultimo segmento, il 98% delle aziende si dichiara pronto ad adottare soluzioni di Internet of Things, a fronte di un 62% di imprese già alle prese con un’implementazione, in atto o programmata nel prossimo futuro.

Le Slide degli interventi

 

Dati confermati dall’interesse suscitato dal Convegno “Internet of Things for Everything – All’Expo la norma si fa attiva e incontra il business”, organizzato da Colin & Partners in collaborazione con Assinform lo scorso 1 Luglio ad Expo Milano. Quale palcoscenico migliore dell’Esposizione universale, una piccola smart city vivente, per parlare di IoT? Nella location d’eccezione si sono incontrate e confrontate importanti realtà aziendali dando vita ad uno stimolante dibattito che ha analizzato, da un lato, le infinite declinazioni dell’Internet delle Cose e, dall’altro, le implicazioni connesse all’utilizzo dei dispositivi più avanzati sia sul piano della sicurezza che su quello della protezione dei dati personali.

Sin dalle prime battute è emerso come questo incredibile ecosistema, dove oggetti di uso quotidiano dialogano costantemente tra loro orchestrati dalle imprese che offrono servizi e, ovviamente, dalla rete, darà vita ad importanti sfide da affrontare, prima fra tutte la corretta gestione dell’enorme mole di dati che viaggeranno sulla “nuvola”, in particolare dal punto di vista della compliance normativa, essenziale per non tramutare i vantaggi competitivi offerti dai nuovi processi in criticità.

Un concetto accolto e sostenuto da Assinform, come ha sottolineato Domenico Virga in apertura dei lavori, parlando di numerosi cluster applicativi dell’IoT (industria, sanità, città, ecc.) destinati a rivoluzionare il modo di fare business creando nuovi modelli di riferimento. A confermare la crescita esponenziale del mercato di riferimento, anche l’esperienza di Ezio Viola, Amministratore Delegato di The Innovation Group, che ha posto l’accento su una complessità ben più articolata di questo settore rispetto a quanto percepito dalla maggioranza delle aziende, capace di generare, a fronte di incredibili orizzonti di sviluppo, anche scenari di rischio da valutare con estrema attenzione.

L’Avv. Valentina Frediani e Alessandro Cecchetti, rispettivamente Founder e General Manager di Colin, hanno quindi condiviso un’approfondita analisi focalizzata sull’approccio normativo. Ridurre il rischio significa anche abbracciare la compliance normativa che diviene, già in fase di sviluppo del prodotto, strategica e utile anche da un punto di vista commerciale. Fiducia rispetto agli attori coinvolti significa un incontro domanda–offerta decisamente più proficuo. Anche rispetto all’adozione di soluzioni IoT in azienda, con specifico riferimento a quanto previsto dal recente Jobs Act, occorre prevenire eventuali criticità e servirsi dell’assessment normativo per migliorare i processi e, di conseguenza, il business. Si pensi solo a tre grandi temi: applicazione delle norme a tutela del controllo a distanza, utilizzo e circolazione dei dati nelle multinazionali e regolamentazione dell’utilizzo dei dati rilevati mediante sistemi di IoT. Tutti riguardano in modo trasversale multinazionali e aziende locali, tutti – se correttamente gestiti – consentono di accedere a opportunità di ottimizzazione da non sprecare.

Il video – prima parte

Spunti di riflessione utili alla Tavola Rotonda moderata da Domenico Aliperto di Digital4Trade, dedicata alle declinazioni pratiche dell’Internet delle cose, durante la quale il punto di vista di un Venture, quello di una Start-Up innovativa e di una azienda produttrice attiva nel settore IoT, hanno permesso di completare una visione d’insieme del settore e di confrontarsi con la platea.

Le tre realtà ospiti hanno raccontato i peculiari approcci e l’evoluzione di innovativi progetti incentrati sull’Internet delle Cose, ciascuno da un punto di vista differente. Giovanni Polidori, di A11 Venture, ha sottolineato come alla crescita di interesse da parte del proprio sistema imprenditoriale di riferimento (+20% di progetti analizzati nel 2015), debba corrispondere un assetto normativo che consenta di investire. Il disallineamento fra l’evoluzione tecnologica del mondo IOT e i tempi della produzione/revisione normativa del decisore pubblico, sono di fatto un fattore critico nel processo di selezione/valutazione dell’investitore.

Il contributo delle imprese e degli operatori nell’essere di stimolo per le istituzioni affinché tale gap si riduca, non è quindi di poco conto. Si tratta di un atteggiamento proattivo, che lo stesso Garante della Privacy aprendo una consultazione pubblica ha abbracciato, che consentirà la nascita di nuove realtà indipendenti o all’interno di aziende già consolidate.

E’ quanto sta realizzando Maria Rita Fiasco, Presidente del Gruppo Pragma, che ha avviato un progetto ad alto contenuto innovativo, “Intoote Talking (Internet of) Things”, per il quale ha coniato un neologismo dedicato: il verbo “to intoote” che ci auguriamo diverrà presto di uso quotidiano.

Preziosa, infine, la consolidata esperienza di Bticino raccontata da Alessandro Cosenza ed Enrico Valtolina. Da tempo attivi sul fronte dell’IoT in ambito aziendale e domestico, hanno anch’essi sottolineato come le questioni relative alla privacy ed alla gestione dei dati in Cloud debbano costituire una priorità. L’azienda Legrand, di cui Bticino è capofila in Italia, ha infatti creato un gruppo di lavoro specifico che provvede a costruire un metodo di gestione strutturata rispetto ai requisiti privacy e di sicurezza per le applicazioni IoT. Provvede inoltre a intervenire su questi aspetti già in fase di progettazione seguendo la strada del Privacy by design e definisce standard interni rigorosi, confrontandosi con la normativa nazionale, europea e globale.

Il video – seconda parte

 

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