Diritto di espressione e diritto alla reputazione. Quale equilibrio online?

19/02/2016
di Leonardo

L’Internet di oggi sta assurgendo sempre più a luogo di democrazia estrema dove ogni utente, mediante l’esternazione delle proprie idee è capace di modificare ed influenzare le scelte di altri. Anche quelle economiche. Un commento o una recensione negativa, inferta ad un operatore economico che fa della propria reputazione sul Web uno dei punti di forza del proprio modello di business, possono molto spesso pregiudicare lo sforzo economico che questi ha sostenuto per “accreditarsi” nella rete, mortificandolo.

Diritti in cerca di equilibrio

web_14933486_xlIl diritto alla libera manifestazione del pensiero è un diritto costituzionalmente garantito ad ogni utente del web, pertanto ognuno potrà sentirsi libero di esprimersi e condividere il proprio pensiero.

Il sempre maggior utilizzo dei canali online (siti, social, app), unitamente alla falsa convinzione che le azioni virtuali non si riverberino nella vita reale rimanendo confinate dietro lo schermo, fa sì che, mediamente, gli internauti siano molto più spregiudicati nell’esprimere le proprie opinioni in rete di quanto non lo siano nella vita reale.

Tale diritto trova il suo unico limite nell’esistenza di altri diritti di pari rango che sono il diritto all’onore, al decoro ed alla reputazione. La manifestazione di pensiero che leda gli altrui diritti sopra citati deve essere considerata illecita e nel nostro ordinamento penalmente sanzionata.

Per onore si devono intendere le qualità morali della persona, mentre il decoro si riferisce al complesso di quelle qualità che determinano il valore sociale del soggetto. In buona sostanza la lesione dell’onore e del decoro consiste nella lesione della percezione che un soggetto ha di sé.

Di converso, per diritto alla reputazione deve intendersi quale bene giuridico tutelato dallo Stato che si estrinseca nel diritto alla integrità morale individuato nella stima diffusa nell’ambiente sociale o ambiente professionale.

In altre parole, la reputazione si può considerare l’insieme delle opinioni che gli altri hanno dell’onore e decoro di una determinata persona.

Ingiuria e Diffamazione: differenze e casi

La legge 547 del 1993 che ha introdotto i cosiddetti Crimini Informatici nel nostro sistema giuridico non ha legiferato sui crimini lesivi dell’onore, decoro e reputazione commessi attraverso internet, pertanto le norme poste a presidio di tali diritti rimangono esclusivamente gli articoli 594 (ingiuria) e 595 (diffamazione) del codice penale.

La differenza tra i due reati (ingiuria e diffamazione) si sostanzia nel bene tutelato: mentre l’ingiuria punisce la lesione della percezione ha di sé, la diffamazione punisce la lesione della reputazione che gli altri hanno del soggetto leso.

Nella pratica, la differenza tra i due reati si rinviene nella presenza o meno del soggetto danneggiato al momento dell’esternazione delle espressioni offensive.

Facendo un esempio pratico: l’utente che invia a mezzo mail ad un altro utente un commento denigratorio ed offensivo sulla sua reputazione è passibile di querela per ingiuria, poiché il danneggiato recepisce direttamente l’offesa.

Mentre l’utente che posta sulla propria pagina o bacheca Facebook un commento denigratorio ed offensivo sulla reputazione di un utente terzo, non presente tra i propri amici, integrerà il reato di diffamazione.

Come già detto sia il reato di ingiuria che di diffamazione possono essere posti in essere attraverso la rete internet, ma non solo. L’estrema capacità di diffusione delle notizie sul web ha portato la giurisprudenza ad equiparare internet alla carta stampata, rendendo quindi il reato di diffamazione commessi a mezzo internet reati aggravati ai sensi del terzo comma della medesima norma.

Media onlinePer poter meglio comprendere l’anzidetto limite oltre il quale il diritto di libera espressione del pensiero sconfina nella lesione della reputazione altrui, sopratutto in tema di “recensioni” su prodotti, aziende e servizi o professionisti, occorrerà stabilire, occorrerà stabilire fino a che punto l’internauta si può spingere con la propria critica.

Indicatori utili anche per le aziende che possono, a loro volta, meglio tutelarsi rispetto ad azioni non lecite da parte dei propri clienti o prospect. L’uso dei social network come strumento di assistenza alla clientela, ad esempio, se non correttamente monitorato può lasciare spazi a messaggi ingiuriosi o diffamatori. Dall’altro lato occorre porre molta attenzione a non ledere la libertà di espressione di chi segue un brand o si pronuncia su un servizio o prodotto, sebbene in termini negativi.

Volendo, senza presunzione di esaustività, riassumere per punti le condizioni entro cui il diritto di critica può estrinsecarsi senza sconfinare nella diffamazione, possiamo elencare:

  • L’attribuzione di fatti veri screditanti (es. una sentenza di condanna), se tale fatto abbia un nesso logico con la critica che si sta muovendo, e non sia estemporaneo o privo di connessioni.
  • Interesse pubblico alla conoscenza dei fatti attribuiti.
  • La continenza delle espressioni utilizzate, ovvero che le stesse non risultino pretestuosamente denigratorie e sovrabbondanti rispetto al fine della critica.
Riproduzione riservata ©

ALTRE NEWS

Consultazione su Internet of Things: si avvicina il termine per presentare i contributi

L’Avv. Valentina Ferdiani commenta su Il Documento Digitale – II/MMXV la con.sultazione pubblica sul tema Internet of Things Premessa Il termine “Internet of Things”, come… Leggi Tutto

Cloud: le regole della “nuvola”

L’evoluzione tecnologica ha dato un forte impulso all’affermazione del cloud computing come paradigma tecnologico globale. Essa non si può fermare e ci impone di rimanere… Leggi Tutto

Privacy Shield: in arrivo nuove regole per l’utilizzo dei dati

E’ ormai notizia diffusa che dal mese di ottobre 2015 le aziende che trasferiscono dati dal territorio EU a quello USA e viceversa siano state… Leggi Tutto

COLIN & PARTNERS

CHI SIAMO


Consulenza legale specializzata sul diritto delle nuove tecnologie

CONOSCIAMOCI
CHI SIAMO

Cultura e innovazione

SPEECH & EVENTI


Le nostre competenze a disposizione della vostra azienda

I prossimi appuntamenti

Colin Focus Day – GDPR e Compliance Software: la metodologia certificata di Colin & Partners

Appuntamento a Milano il 5 febbraio dalle ore 14.00.

Affronteremo i 5 temi chiave della Compliance di cui tiene ampiamente conto la metodologia certificata e lo schema di analisi di Colin & Partners.

CONTATTACI

OPERIAMO
A LIVELLO
GLOBALE


Tel. +39 0572 78166

Tel. +39 02 87198390

info@consulentelegaleinformatico.it

Compila il form