Home / Blog / Fattura elettronica tra privati (B2B): la scelta di oggi 31 marzo 2017

Fattura elettronica tra privati (B2B): la scelta di oggi 31 marzo 2017

Inserito da Anna Veltri 31 Marzo 2017 in Digitalizzazione

Che cos’è la fattura elettronica tra privati (B2B) e come si differenzia dalle fatture elettroniche emesse verso una pubblica amministrazione (PA)? Cos’è la scadenza di oggi, 31 marzo 2017?

Con fatturazione elettronica si identifica il processo digitale che genera e gestisce le fatture nel corso dell’intero ciclo di vita che le caratterizza, dalla generazione, all’emissione/ricezione, fino alla conservazione, a norma, per 10 anni.

Al centro di questo processo, quindi, ci sono le fatture elettroniche che occorre distinguere tra:

  1. fatture emesse verso una pubblica amministrazione (PA);
  2. fatture emesse verso un’impresa (B2B).

La fattura elettronica: che cos’è?

Fattura elettronica

La fattura elettronica in genere è la semplice fattura, ai sensi dell’articolo 21 del D.P.R. n.633/72, e contiene le seguenti indicazioni:

  • data di emissione;
  • numero progressivo che la identifichi in modo univoco;
  • ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
  • numero di partita iva del soggetto cedente o prestatore;
  • numero di partita del soggetto cessionario o committente;
  • natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formati oggetto dell’operazione; etc.

La fattura elettronica verso la pubblica amministrazione

La Legge finanziaria 2008 (Legge 244/2007, art. 1 commi da 209 a 214) ha introdotto l’obbligo di fatturazione in forma elettronica nei confronti delle pubbliche amministrazioni statuendo che la trasmissione delle fatture elettroniche destinate alle pubbliche amministrazioni deve essere effettuata attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) un sistema informatico in grado di:

  • ricevere le fatture sotto forma di file con le caratteristiche della FatturaPA,
  • effettuare controlli sui file ricevuti,
  • inoltrare le fatture alle Amministrazioni destinatarie,
  • gestire i dati in forma aggregata e i flussi informativi anche ai fini della loro integrazione nei sistemi di monitoraggio della finanza pubblica.

Il funzionamento del Sistema di Interscambio (SdI) è definito con il D.M.E.F. del 3 aprile 2013, n. 55, mentre il D.M.E.F. del 7 marzo 2008 statuisce l’Agenzia delle Entrate come il Gestore del Sistema di Interscambio (SdI), alla quale sono demandati i seguenti compiti:

  1. coordinamento del Sistema di Interscambio (SdI) con il sistema informatico della fiscalità;
  2. controllo della gestione tecnica del Sistema di Interscambio (SdI);
  3. gestione dei dati e delle informazioni che transitano attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) ed elaborazione di flussi informativi anche ai fini della loro integrazione nei sistemi di monitoraggio della finanza pubblica.

Le fatture emesse verso la pubblica amministrazione dal 31 marzo 2015 sono tutte esclusivamente fatture elettroniche, che non sono semplici file allegati a una email, ma si tratta di fatture in formato elettronico che hanno le seguenti caratteristiche:

  • il contenuto è rappresentato, in un file XML (eXtensible Markup Language), secondo il formato della FatturaPA, l’unico a essere accettato dal Sistema di Interscambio (SdI);
  • l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto sono garantite tramite l’apposizione della firma elettronica qualificata di chi emette la fattura;
  • la trasmissione è vincolata alla presenza del codice identificativo univoco dell’ufficio destinatario della fattura riportato nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni.

Tutta la documentazione tecnica sulla fattura elettronica, le modalità di trasmissione e i servizi di supporto e assistenza, sono disponibili su fatturapa.gov.it.

Come si invia la fattura elettronica verso la PA?

A 3d man walking on a clock surface time piece  time piece,

La Fattura elettronica verso la pubblica amministrazione va inviata esclusivamente attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) e l’utente può trasmetterla al sistema scegliendo tra i seguenti canali:

  • PEC (Posta Elettronica Certificata);
  • Invio via web;
  • Web Service;
  • Protocollo FTP;
  • Porta di dominio (solo per i soggetti attestati sul Sistema Pubblico di connettività).

Per la trasmissione via PEC e l’invio via web non è necessario accreditarsi presso il Sistema di Interscambio (SdI), ma è sufficiente fruire di una casella PEC, oppure disporre di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS), oppure essere registrati a specifici canali (Entratel e Fisconline) che consentono l’accesso ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

La “nuova” fatturazione elettronica verso i privati (B2B)

La normativa di riferimento della fatturazione elettronica verso i privati è il D.lgs. n. 127 del 2015 che prevede che:

  • dal 1° luglio 2016 l’obbligo per l’Agenzia delle Entrate di mettere a disposizione dei contribuenti, un servizio per la generazione e trasmissione delle fatture elettroniche;
  • dal 1° gennaio 2017 (in realtà dal 9 gennaio scorso) l’obbligo per il Ministero dell’Economia e delle finanze di mettere a disposizione dei soggetti passivi dell’Imposta sul Valore Aggiunto il Sistema di Interscambio (SdI).

Con la Legge di stabilità 2017, si dà il via ufficialmente alla fatturazione elettronica tra privati (B2B) con la soppressione dell’obbligo di invio dello spesometro annuale parallelamente all’introduzione dell’obbligo di inviare all’Agenzia delle Entrate tutti i dati relativi alle fatture emesse, a cadenza trimestrale, di quelle ricevute e della liquidazione Iva: il nuovo spesometro Iva trimestrale 2017.

Spesometro 2017: come funziona?

I soggetti passivi IVA, a partire dalle operazioni effettuati dal 1° gennaio, sono obbligati a trasmettere all’Agenzia delle Entrate, ogni 3 mesi, la comunicazione trimestrale IVA 2017 e quindi l’invio di diverse informazioni:

  • fatture emesse;
  • fatture ricevute;
  • dati riferiti all’IVA a credito;
  • dati riferiti all’IVA a debito.

Il contribuente ha, alternativamente allo Spesometro 2017, la possibilità di scegliere di applicare il processo di fatturazione elettronica, inviando le fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SdI) ai sensi di quanto disposto dal D.lgs. 127/2015, l’opzione deve essere esercitata però entro oggi 31 marzo 2017, con validità a partire dal 1° gennaio.

Vantaggi per chi sceglie oggi 31/03/2017 la fatturazione elettronica B2B:

demat_24157901_xxl.jpgChi sceglie la fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI):

  1. elimina la previsione delle trasmissioni trimestrali dello spesometro e dispone di particolari incentivi.
  2. evitare in parte o in toto l’adempimento di trasmissione dei dati delle fatture;
  3. accedere ai benefici stabiliti all’articolo 3 del D.lgs. 127/2015, come i rimborsi prioritari di credito IVA oppure la riduzione di due anni dei tempi di accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate;
  4. se di piccole dimensioni (fino a 200 mila euro di fatturato) è possibile l’esenzione dalla tenuta delle registrazioni obbligatorie IVA e dall’obbligo del visto di conformità IVA.

La conservazione fatture elettronica B2B: tutto a carico dell’Agenzia delle entrate?

L’art. 21 del D.L. 78/2010 sugli obblighi di conservazione ai fini fiscali fissati dal D.M.E.F. 17/2014, così modificato dall’art. 4 del D.L. 193/2016, fa presumere che la conservazione digitale delle fatture elettroniche tra privati e verso la PA, come la conservazione degli atri documenti fiscali venga effettuata direttamente ad opera di Sogei S.p.A. sviluppatore e curatore a livello tecnico del Sistema di Interscambio (SdI) gestito dall’Agenzia delle Entrate.

Tutto questo potrebbe essere confermato dalla modifica del Dl.gs. 82/2005 “Codice dell’Amministrazione Digitale” (o CAD) ad opera del D.lgs. 179/2016, il quale specifica che

se il documento informatico è conservato per legge da uno dei soggetti di cui all’articolo 2, comma 2, del CAD cessa l’obbligo di conservazione a carico dei cittadini e delle imprese che possono in ogni momento richiede l’accesso al documento stesso (cfr. art. 43, co. 1, del CAD).

Tale argomentazione non può essere avvalorata per i seguenti motivi:

  1. Il CAD non può dirsi applicabile ai documenti fiscali e contabili in quando rimanda direttamente al decreto speciale del ministero dell’economia e finanze.
  2. Sussistono sempre e comunque gli obblighi fiscali e contabili di cui agli articoli 2220 e 2215 bis del codice civile.
  3. Il Sistema di Interscambio (SdI) sviluppato da Sogei S.p.A., che ne cura la conduzione tecnica, e gestito dall’Agenzia delle entrate, conserva solo le fatture elettroniche XML emesse verso la pubblica amministrazione (PA) e/o verso i privati (B2B) conformemente alle specifiche ed alle regole tecniche previste, tuttavia non conserva gli altri documenti contabili (libri giornali, registri iva, etc.) ai quali si continua ad applicare l’obbligo conservativo generale.

Sono due le possibili scelte da parte del contribuente in materia di conservazione digitale delle fatture elettroniche verso la pubblica amministrazione e/o verso le imprese:

  1. utilizzare il servizio offerto dell’Agenzia delle Entrate con la precisazione che l’unico formato accettato è XML.
  2. adoperarsi per implementare un servizio di conservazione in house o eventualmente usufruire di un servizio in outsourcing, in corrispondenza delle regole tecniche di cui al DPCM del 3 dicembre del 2013.
Don`t copy text!