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Diritto all’oblio

E’ il diritto di un individuo ad essere dimenticato, o meglio, a non essere più ricordato per fatti che in passato furono oggetto di cronaca. È un diritto di creazione giurisprudenziale, collocato tra i diritti inviolabili menzionati da quella norma dinamica che è l’art. 2 della Costituzione.
“L´interesse all´”oblio” [o al “segreto del disonore”] attiene quindi, pur esso, alla sfera della riservatezza, ma dal “diritto alla riservatezza” [nel quale non può risolversi] si distingue nettamente per il fatto che, in questo caso, l´interesse che reclama tutela ha ad oggetto notizie (attinenti al vissuto della persona) già sfuggite alla riservatezza ed alla sfera di appartenenza esclusiva del titolare, delle quali si vuole impedire una nuova circolazione. Emerge così il connotato essenziale dell´interesse in esame, il quale è legato al fattore tempo nel senso che è proprio il fluire del tempo, più precisamente il decorso di un notevole intervallo temporale, a giustificare − in positivo − la pretesa del soggetto di riappropriarsi di notizie che lo concernono, che un tempo furono note ma sulle quali è poi appunto calato l´ oblio. Mentre il dato ulteriore, che al primo deve dare supporto, è − in negativo − quello della inesistenza di una utilità sociale alla rievocazione delle notizie medesime” (Cfr. L. Crippa). Diviene quindi centrale, nella determinazione dell´esistenza o meno di un diritto all´ oblio, la sussistenza di un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti oggetto della nuova diffusione

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