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Frode Informatica ai danni dello Stato o altro ente

 Chiunque, alterando in qualsiasi modo il funzionamento di un sistema informatico o telematico o intervenendo senza diritto con qualsiasi modalità su dati, informazioni o programmi contenuti in un sistema informatico o telematico o ad esso pertinenti, procura a se o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 51 a euro 1.032.
 La pena e´ della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 309 a euro 1.549 se ricorre una delle circostanze previste dal numero 1) del secondo comma dell´articolo 640, ovvero se il fatto e´ commesso con abuso della qualità di operatore del sistema.
Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo che ricorra taluna delle circostanze di cui al secondo comma o un´altra circostanza aggravante.
Il reato di frode informatica, introdotto dall’art. 10 della legge 547/1993 ha la medesima struttura e quindi i medesimi elementi costitutivi della truffa, dalla quale si distingue solamente perché l’attività fraudolenta dell’agente investe non la persona (soggetto passivo), di cui difetta l’induzione in errore, bensì il sistema informatico di pertinenza della medesima, attraverso la manipolazione di detto sistema.

TRATTAMENTO ILLECITO DI DATI 
L’art. 167 del D.Lgs 30 giugno 2003, n. 196 punisce la condotta di chi procede al trattamento di dati personali in violazione delle norme di privacy al fine di trarne profitto per sé o per altri o di recare ad altri un danno.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 18 (Principi applicabili a tutti i trattamenti effettuati da soggetti pubblici), 19 (Principi applicabili al trattamento di dati diversi da quelli sensibili e giudiziari), 23 (Consenso), 123 (Dati relativi al traffico), 126 (Dati relativi all´ubicazione) e 130 (Comunicazioni indesiderate), ovvero in applicazione dell’articolo 129 (Elenchi di contraenti), è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da sei a diciotto mesi o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da sei a ventiquattro mesi. 
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarne per sé o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dai seguenti articoli: art. 17 (Trattamento che presenta rischi specifici), art. 20 (Principi applicabili al trattamento di dati sensibili), art. 21 (Principi applicabili al trattamento di dati giudiziari), art. 22 (Principi applicabili al trattamento di dati sensibili e giudiziari), commi 8 e 11, art. 25 (Divieti di comunicazione e diffusione), art. 26 (Garanzie per i dati sensibili), art. 27 (Garanzie per i dati giudiziari) e art. 45 (Trasferimenti vietati), è punito, se dal fatto deriva nocumento, con la reclusione da uno a tre anni.

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