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Omessa comunicazione del conflitto di interessi

L’amministratore o il componente del consiglio di gestione di una società con titoli quotati in

mercati regolamentati italiani o di altro stato dell’unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell’art. 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58 e successive modificazioni, ovvero di un soggetto sottoposto a vigilanza ai sensi del testo unico di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005 n. 209 o del decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, che viola gli obblighi previsti dall’art. 2391, primo comma, è punito con la reclusione da uno a tre anni, se dalla violazione siano derivati danni alla società o a terzi.

 

L’ipotesi di reato riguarda le Società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell’Unione Europea o con titoli diffusi tra il pubblico o le società sottoposte a vigilanza ai sensi del Testo Unico Bancario e si verifica allorquando vi sia  omissione nel comunicare agli altri amministratori o al Collegio Sindacale la titolarità di un interesse, personale o per conto di terzi, in una determinata operazione della società, precisandone la natura, i termini, l’origine e la portata.

 

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