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Operazioni in pregiudizio dei creditori

Gli amministratori che, in violazione delle disposizioni di legge a tutela dei creditori, effettuano riduzioni del capitale sociale o fusioni con altra società o scissioni, cagionando danno ai creditori, sono puniti, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni.

 Il risarcimento del danno ai creditori prima del giudizio estingue il reato.

 

L’intento della norma è quello di tutelare i creditori sociali che possono ricevere un pregiudizio ai loro diritti patrimoniali a causa di operazioni di riduzione del capitale, fusione o scissione, compiute dagli amministratori con la consapevolezza e la volontà di aggirare le prescrizioni in materia.  Ai fini della configurabilità del reato è quindi necessario che alla condotta in violazione delle norme che disciplinano le operazioni suddette, sia consequenzialmente connesso il “danno dei creditori”.

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